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Stiamo Freschi 3 – I corsi universitari per i detenuti


Pubblicato il 3 Luglio 2024

La scuola è aperta a tutti. […] I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” Così recita l’articolo 34 della nostra Costituzione. Se la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e secondo grado sono un dovere, i “livelli più alti” diventano un diritto per i capaci e per i meritevoli.

Tra questi capaci e meritevoli ci sono 1458 detenuti in un centinaio di istituti penitenziari in Italia. Questi sono infatti gli iscritti in condizioni di detenzione ai corsi universitari nell’anno accademico 2022/2023, secondo i dati forniti dalla Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari (CNUPP).

La CNUPP e la Demografia degli Studenti Detenuti

Fondata nel 2018 come organo della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), la CNUPP coordina l’attività di 44 atenei che operano in circa 100 istituti penitenziari. Gli studenti ristretti sono per la stragrande maggioranza uomini, con le donne che rappresentano solo il 3,6% del totale, rispecchiando la percentuale di donne detenute a livello nazionale.

Due terzi degli iscritti ai corsi universitari ha un’età compresa tra i 36 e i 55 anni, in linea con la fascia di età prevalente tra i detenuti. Circa il 10% degli iscritti ha più di 55 anni, corrispondendo anch’essi alla percentuale dei detenuti di età simile. Solo il 18% degli iscritti ha meno di 36 anni, una fascia che rappresenta quasi il 30% della popolazione carceraria. Questo dato suggerisce che molti giovani detenuti non accedono ai corsi universitari per la mancanza del diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Il titolo di studio di quasi la metà dei detenuti è sconosciuto, e solo il 9% possiede un diploma di scuola superiore o un titolo post licenza media. Questo riflette un quadro in cui la popolazione carceraria include fasce sociali più deboli, evidenziando un nesso chiaro tra livello sociale, dispersione scolastica e detenzione.

Poco meno del 90% degli studenti universitari detenuti è di nazionalità italiana, mentre il restante 10% comprende principalmente cittadini albanesi, marocchini e tunisini.

Accesso e Partecipazione ai Corsi Universitari

La frequenza ai corsi è garantita a tutti i detenuti, inclusi 39 studenti in regime di 41-bis e 427 in regime di massima sicurezza. Questo è un segnale positivo, testimoniando un sistema penitenziario che riesce a garantire il diritto allo studio anche in condizioni difficili.

Il 22% degli studenti ha scelto facoltà di area scientifica, prevalentemente nell’area agroalimentare, con una piccola percentuale iscritta a medicina. La maggior parte degli iscritti si distribuisce nelle aree politico-sociali.

Le regioni con il maggior numero di studenti universitari detenuti sono Lazio, Lombardia e Toscana, dove il Terzo Settore è particolarmente attivo. Gli atenei con il maggior numero di iscritti sono la Statale di Milano, la Federico II di Napoli, l’Università di Torino e Roma Tre.

Nel 2022, il 61% degli studenti ha ottenuto da 10 a 25 CFU o più, 41 hanno conseguito la laurea triennale e 10 la laurea magistrale. Dal 2018, il numero degli iscritti ai corsi universitari è quasi raddoppiato, così come il numero degli studenti al 41-bis.

La collaborazione tra istituti penitenziari e atenei è migliorata, con convenzioni che permettono lo studio continuo anche in caso di trasferimento degli studenti. Questo sforzo organizzativo ha prodotto risultati incoraggianti, nonostante le difficoltà.

Per Approfondimenti

CNUPP – Conferenza Nazionale dei Delegati dei Rettori per i Poli Universitari Penitenziari

Garante Nazionale delle Persone Private della Libertà Personale

CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

 

I dati indicano che il carcere offre un accesso significativo alla formazione universitaria. L’università e il carcere, lavorando insieme, offrono prospettive inedite e sorprendenti, tracciando un percorso di inclusività e apertura che sta cambiando entrambi. Per i capaci e i meritevoli, qualunque sia la condizione di detenzione, è possibile intraprendere studi universitari, dimostrando che l’istruzione è un diritto inviolabile che può fiorire anche nelle situazioni più avverse.

Alfonsa Gucciardo – Redattrice (Cpia  2 Varese Tullio De Mauro)