Life Skills

A cura di Maria Grazia Turra (Cpia 2 Milano)
| Nella formazione di docenti ed educatori, le “life skills” (competenze per la vita) assumono un ruolo fondamentale poiché questi professionisti sono responsabili di guidare e preparare gli studenti non solo in ambito accademico, ma anche per la vita in generale. Ecco come le life skills sono considerate nella formazione dei docenti ed educatori:
Trasmissione delle competenze: I docenti ed educatori devono essere in grado di trasmettere le life skills agli studenti attraverso l’esempio e l’insegnamento diretto. Ciò significa che devono essere modelli positivi per le competenze di comunicazione, pensiero critico, risoluzione dei problemi e altro ancora. Programmi educativi: Le life skills possono essere integrate nei programmi scolastici per aiutare gli studenti a svilupparle. Questi programmi possono includere attività, progetti e lezioni mirate a promuovere abilità come la collaborazione, la gestione dello stress e l’etica. Formazione: i docenti ed educatori dovrebbero ricevere formazione specifica sulla promozione delle life skills tra gli studenti. Questa formazione può includere strategie pedagogiche, valutazioni basate sulle competenze e metodi di insegnamento attivi. Sostegno emotivo e benessere degli studenti: Gli educatori sono spesso i primi a notare segni di disagio emotivo o problemi di salute mentale negli studenti. Le life skills come l’empatia e la gestione delle emozioni sono fondamentali per fornire sostegno e assistenza adeguati. Creazione di un ambiente di apprendimento positivo: Un ambiente di apprendimento che promuove l’inclusione, la tolleranza e il rispetto reciproco favorisce lo sviluppo delle life skills. Gli educatori possono contribuire a creare tali ambienti in classe. |
Life Skill 2 – Le interviste “possibili”
1) SEI D’ACCORDO CON L’AFFERMAZIONE: IL CORSO DI LINGUA/PERCORSO DI PRIMO LIVELLO DIVENTA UN LABORATORIO OTTIMALE PER LO SVILUPPO DELLE ABILITÀ SOCIALI? PERCHÉ? LUIGI: Sì, sono d’accordo perché tramite la relazione e la conoscenza dell’altro “si aprono” canali, a volte inaspettati, che stimolano le proprie abilità oltreché l’apprendimento. In tal senso sono profondamente convinto che l’apprendimento passa dalla relazione. LAURA: I corsi per adulti sono di per sé un laboratorio di abilità sociali. Gli adulti che partecipano a questi corsi provengono da contesti diversi e hanno esperienze di vita variegate. Durante il corso, hanno l’opportunità di interagire e collaborare con persone provenienti da background diversi, imparando a comunicare in modo efficace, adattarsi a diverse prospettive e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Questa interazione sociale arricchisce l’esperienza di apprendimento e contribuisce allo sviluppo delle abilità sociali degli adulti partecipanti al corso. Durante le attività di apprendimento, gli studenti sono incoraggiati a lavorare insieme, affrontando sfide linguistiche e culturali. Questa collaborazione favorisce lo sviluppo delle abilità sociali come la comunicazione efficace e la capacità di lavorare in gruppo. Inoltre, l’apprendimento di una nuova lingua per lo studio richiede interazioni costanti con gli altri partecipanti e con l’insegnante. Le conversazioni, le attività di coppia e di gruppo offrono numerose opportunità per praticare le abilità sociali e migliorare la fiducia nell’interagire con gli altri. Gli studenti, per naturale composizione dei gruppi classe, sono esposti a diverse culture e punti di vista durante il corso, il che può aiutarli a sviluppare un senso di empatia e comprensione verso gli altri. Attraverso l’ascolto e la comprensione delle esperienze degli altri, gli studenti imparano a essere più empatici e aperti alle differenze. DANIELA: …”sono assolutamente d’accordo che il corso di lingua sia un laboratorio ottimale per lo sviluppo delle abilità sociali perché l’apprendimento di una lingua è lo strumento più importante per entrare in relazione con l’Altro… FABIO: “Sono assolutamente d’accordo con l’affermazione in esame. In un contesto particolare come il nostro, dove si trovano a dover lavorare assieme studenti provenienti da moltissimi paesi diversi, con età molto diverse tra loro e con storie di vita spesso complesse, l’utilizzo e lo sviluppo delle abilità sociali diviene fondamentale, sia per gli studenti che per i docenti stessi. 2) IN CHE MODO, NEI TUOI PERCORSI PER ADULTI, TIENI PRESENTE LO SVILUPPO DELLE LIFE SKILLS DA UN PUNTO DI VISTA METODOLOGICO? LUIGI: Mettendo la persona al centro del processo di apprendimento, questo processo si traduce in “momenti” interattivi, esperienziali e multisensoriali, mirati a permettere ai corsisti di aprirsi all’ascolto e alla riflessione (stimolare l’empatia). Affinché questo sia possibile cerco di creare fin da subito un clima di fiducia, aperto, accogliente e divertente in cui sia presente la comunicazione intenzionale ovvero un ascolto in cui sono coinvolti più sensi possibili, in modo da favorire l’entrare in relazione con l’altro e far emergere i punti di forza di ognuno; tutto ciò può favorire l’interazione tra i soggetti coinvolti. LAURA: Per garantire lo sviluppo delle life skills neI percorsi per adulti, adotto diversi approcci metodologici che favoriscono l’acquisizione di competenze sociali, emotive e trasversali. Di seguito alcune metodologie che uso in classe per favorire lo sviluppo delle life skills: Attività di problem solving e lavoro di gruppo: Organizzo attività pratiche in cui gli studenti devono affrontare problemi complessi e trovare soluzioni insieme, stimolando così la collaborazione e il senso di responsabilità condivisa. Un esempio concreto dell’applicazione di tale metodologia è stato il laboratorio “La Panchina Rossa”. Durante la realizzazione della Panchina Rossa gli studenti hanno collaborato per progettare un manufatto simbolico contro la violenza di genere. Questa attività ha coinvolto la pianificazione delle fasi di lavoro, la distribuzione dei compiti e la risoluzione di eventuali ostacoli incontrati durante il processo, sviluppando abilità di problem solving e comunicazione efficace. Discussioni e dibattiti su temi pertinenti: sono solita organizzare sessioni di discussione su argomenti rilevanti che incoraggiano gli studenti a esprimere le proprie opinioni, a confrontare punti di vista e a riflettere criticamente sulle questioni sociali, culturali e linguistiche. Le discussioni sulle implicazioni storiche e sociali delle Pietre di Inciampo rappresentano un esempio di questo approccio, promuovendo il pensiero critico, l’apertura mentale e la capacità di comprendere e apprezzare le prospettive degli altri. Progetto orientamento “Navigare il Futuro”: All’interno di questo progetto, gli studenti si impegnano nella ricerca e nella pianificazione della propria carriera. Conducono ricerche sulle opportunità di carriera, le competenze richieste e le tendenze del mercato del lavoro. Hanno partecipato a sessioni di discussione e dibattito per esplorare le sfide e le opportunità nel loro percorso professionale, sviluppando così il pensiero critico e la capacità di pianificazione strategica per il futuro. Integrando queste attività pratiche nei percorsi per adulti, si offrono agli studenti opportunità significative per sviluppare non solo le loro competenze linguistiche, ma anche le abilità sociali, trasversali e di vita che sono fondamentali per il successo personale e professionale. DANIELA: …”Nel mio lavoro, cerco di sviluppare e valorizzare le life skills creando un clima aperto e accogliente in classe, avendo cura di creare un ambiente neutro e scevro da pregiudizi nella comunicazione didattica, prevedendo sempre attività in cui sia necessario lo scambio e il lavoro di gruppo per una costruzione collaborativa del sapere”… FABIO: “Come insegnante tento di integrare lo sviluppo delle life skills nel mio lavoro particolarmente in quei momenti di dibattito che spesso emergono tra gli studenti all’interno della classe. È inoltre fondamentale trovare con essi un giusto equilibrio tra la proposta di un percorso scolastico formale, con tutta la serietà che questo comporta, e la necessità di comprendere ed accogliere tutte quelle difficoltà e quegli ostacoli personali, passati e presenti, caratterizzanti la vita di ciascuno dei nostri studenti. A me pare necessario personalizzare percorsi, richieste e aspettative fin quasi all’estremo, cercando quell’equilibrio sempre sfuggente nel quale non si chiede a nessuno più di quello che potrebbe dare, ma neanche meno. Infine, rendere gli studenti stessi consapevoli di questa ricerca, al fine di poterli reimmettere con successo in un sistema educativo del quale forse avevano perso stima,
LifeSkill 1 – Educare alle “life skills” con l’italiano L2: da dove partire?
Leggo in EPALE Journal questo titolo: Lo sviluppo delle life skills nella classe di lingua (I. Fratter, N. Fratter) e mi incuriosisco per un duplice motivo: un po’ perché insegno Italiano L2 ad adulti stranieri ma soprattutto perché ritengo necessario, a tutte le età, migliorare l’acquisizione e la competenza di queste skills in quanto essenziali, non solo all’apprendimento, ma in quanto “umani” così come sostiene il noto saggista e motivational-coach Tony Robbins quando afferma “..le life skill sono fondamentali per il successo personale e professionale. L’abilità di comunicare efficacemente, risolvere problemi e collaborare con gli altri è essenziale in ogni ambito della vita.” Lo scopo del contributo degli autori è illustrare in che modo l’insegnante possa aiutare a sviluppare e a esercitare le life skills nei propri studenti integrandole nei corsi di lingua, sostenendo che l’insegnamento/apprendimento di una L2/LS sia strettamente correlato allo sviluppo e al possesso delle life skills, sia da parte dell’insegnante che dell’apprendente. La classe di lingua seconda risulta essere uno tra i contesti più adatti ed efficaci per lo sviluppo delle life skills; infatti, essa può fornire un’ottima opportunità di crescita personale sia dei singoli all’interno del gruppo che del gruppo nel suo complesso e può offrire la possibilità di confronto con la diversità: linguistica, culturale, valoriale ecc. In che modo il corso di lingua diventa un laboratorio ottimale per lo sviluppo delle abilità sociali, in particolare della cosiddetta “competenza personale, sociale e di apprendimento per imparare” come indicato nel volume LifeComp (2020) ? In particolare nelle classi di L2 ci sono dinamiche di gruppo diverse (Fratter & Fratter, 1999) tra persone di culture diverse, che parlano lingue diverse e hanno mentalità diverse, e per tali ragioni in ogni classe è presente a livello potenziale la possibilità che si generino conflitti che devono essere adeguatamente gestiti da parte dell’insegnante e dagli stessi studenti attraverso specifiche tecniche e strategie (problem solving, decision making). I docenti di Lingua sanno certamente che per quanto riguarda la formazione linguistica e lo sviluppo delle life skills, l’aggiornamento del QCER Volume Complementare del 2020 presenta non solo approfondimenti, ma anche numerose novità rispetto al Quadro di Riferimento Europeo per le lingue del 2016. In particolare, il nuovo documento tiene conto di alcuni aspetti che vanno oltre l’apprendimento/insegnamento delle lingue e che coinvolgono l’apprendente nella sua interezza, nell’interazione durante il processo di comunicazione (il saper essere e il saper apprendere). In particolare è proprio nei descrittori di Mediazione che le attività di mediazione sono ulteriormente specificate in tre sotto-competenze, due delle quali, Mediare a livello concettuale e Mediare a livello comunicativo sono più chiaramente correlate allo sviluppo delle relazioni interpersonali e al lavoro in team, richiedendo il possesso di specifiche life skills. Le competenze linguistiche descritte nel QCER-Vc sono spesso strettamente legate a competenze di tipo relazionale e interrelazione (life skills) che devono essere esercitate trasversalmente e consapevolmente nelle attività linguistiche in classe. Per chiarire meglio il concetto, si analizza per esempio il descrittore di livello C1 denominato Collaborare in un gruppo (Mediare a livello concettuale) in cui è richiesta l’interazione collaborativa tra pari e in cui l’apprendente “È in grado di sviluppare l’interazione e aiutare a guidarla, con tatto, verso una conclusione” (QCER -Vc 2020, p. 121). Si può osservare come in questo descrittore si richieda, inoltre, anche la capacità di mettere in atto le life skills della comunicazione efficace e della relazione interpersonale. Tali competenze relazionali possono certamente far parte dell’acquisizione basata sull’esperienza (apprendimento informale) ma non lo sono in modo esclusivo, poichè molte di esse richiedono di essere apprese anche attraverso specifici percorsi formativi (apprendimento formale e apprendimento non formale) soprattutto nel caso in cui si tratti di gruppi di formazione. Ne consegue che gli insegnanti debbano dapprima essere formati loro stessi nell’acquisizione personale delle life skills e nella gestione delle stesse nel gruppo classe. Infatti, dapprima gli insegnanti stessi devono essere in grado, per esempio, di comunicare in modo efficace, di mostrare empatia verso l’Altro e di utilizzare il pensiero critico per la risoluzione di problemi. Nello specifico, nel terzo paragrafo, si propongono ad esempio Concetti base dell’Analisi Transazionale (vd Articolo p.83-84) per la gestione dei gruppi classe o di livello: se l’insegnante dispone, per una comunicazione efficace, delle competenze e degli strumenti adeguati ad evitare transazioni incrociate, e facilita invece transazioni complementari, la comunicazione rimane aperta e i conflitti possono essere evitati o adeguatamente risolti. Attraverso un uso consapevole delle transazioni, l’insegnante potrà valutare, scegliere nuove opzioni e sperimentare modi efficaci per comunicare con i propri studenti. L’insegnamento delle life skills deve inoltre essere integrato al sillabo della classe: la difficoltà principale riguarda proprio la predisposizione di percorsi che capaci di offrire attività semplici e spendibili nella realtà didattica: per l’insegnamento linguistico, dunque, l’utilizzo dei descrittori di Mediazione del QCER-Vc (2020) deve essere “tradotto” in attività pratiche, concrete attraverso la declinazione anche dei descrittori del LifeComp (2020). La sfida riguarda gli insegnanti affinché, nelle classi di lingua, si dotino di strumenti necessari per gestire una comunicazione efficace e per promuovere lo sviluppo di una piattaforma di comunicazione in cui gli studenti possano sentirsi liberi di esprimere, in modo assertivo e “con tatto”, le loro idee e i loro bisogni, dove possano crescere nelle capacità interpersonali, grazie alle buone relazioni interpersonali sviluppate attraverso il lavoro di squadra e la capacità di risolvere i problemi in gruppo. Ma in primis si richiede agli insegnanti che sviluppino una precisa consapevolezza di se stessi (Self-awareness) e intraprendano un percorso di conoscenza del sé. Forse si parte da qui. Ecco cosa cercavo. Maria Grazia Turra – Cpia 2 Milano