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EPALE

Più di un futuro per l’istruzione degli adulti – Epale Luglio 2025

Pubblicato il 15 Luglio 2025

Il nuovo numero della rivista EPALE Journal on Adult Learning and Continuing Education riflette uno sguardo attento e lungimirante sull’educazione degli adulti, considerandola non come un segmento marginale ma come un elemento centrale per il progresso sociale e democratico. Coordinato da Marco Catarci, Paolo Di Rienzo e Massimiliano Fiorucci, questo numero – uscito nel giugno 2025 – esplora le traiettorie possibili di un sistema formativo capace di adattarsi ai bisogni del presente e alle sfide del futuro.

Gli articoli proposti indagano l’evoluzione dell’istruzione degli adulti all’interno del paradigma dell’apprendimento permanente, analizzando in particolare il ruolo dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti a dieci anni dalla loro istituzione. Emergono riflessioni non solo teoriche ma anche pragmatiche: si parla di “ibridazione dei saperi”, che connette volontariato, educazione formale e non formale, riconoscimento del sapere pratico; si affronta inoltre il tema della metacognizione come chiave per formare adulti consapevoli dei propri processi di apprendimento.

Leggi e scarica EPALE Luglio 2025 – sito Epale Journal (numero17)

Il linguaggio scelto – “i futuri” piuttosto che “il futuro” – sottolinea che il cammino non è prefissato né univoco; è un cantiere aperto, ricco di possibilità che richiedono contributi diversificati, esperienze radicate nel quotidiano, pensiero critico e scelte orientate alla sostenibilità sociale. L’approccio integrato tra pratiche formali, informali e volontarie diventa essenziale per una visione matura dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, orientata a promuovere cittadinanza attiva, inclusione e sviluppo personale.

Tre sono le idee forti che emergono e che possono trasformare l’approfondimento in azione. La prima riguarda la necessità di un apprendimento permanente centrato sulle persone: non si tratta solo di strumenti, ma di cultura, capace di rendere protagonisti gli adulti, ascoltarne i bisogni, valorizzarne i saperi e le esperienze. La seconda riguarda il riconoscimento dei saperi emergenti: il sapere costruito nella vita, nel lavoro, nel volontariato deve trovare spazio e dignità, perché ibridare significa soprattutto collegare. La terza infine richiama l’idea che l’educazione sia un processo e non una istituzione immobile: i CPIA in questo senso non rappresentano un traguardo, ma un laboratorio in cui si sperimentano modelli didattici e comunità di apprendimento capaci di resistere alle sfide sociali.

Questo numero del Journal merita attenzione perché intercetta le tensioni profonde di un sistema che non può più accontentarsi di essere funzionale, ma deve essere rigenerativo, plurale, consapevole. Se i prossimi anni dell’educazione degli adulti vogliono avere senso, devono poggiare su queste basi: riconoscere le differenze, dare voce alle storie, ridefinire i luoghi della formazione. Il Journal numero 17 diventa così una bussola preziosa per chi crede che la formazione non sia un orpello accessorio, ma un vero motore di trasformazione.