Erasmus+ 2024. La mobilità che educa, l’Europa che prende forma (Rapporto annuale)
Pubblicato il 14 Gennaio 2026

Il Rapporto annuale Erasmus+ 2024 della Commissione Europea restituisce l’immagine di un programma che ha definitivamente superato la soglia simbolica della “mobilità per pochi”, per configurarsi come un vero e proprio dispositivo educativo continentale; non più soltanto un’esperienza individuale di studio o tirocinio all’estero, ma un’infrastruttura culturale capace di incidere sui sistemi formativi, sulle traiettorie professionali e, soprattutto, sulla costruzione concreta di una cittadinanza europea vissuta.
Nel corso del 2024 quasi un milione e mezzo di persone ha partecipato ad attività di mobilità finanziate da Erasmus+, sostenute da un investimento complessivo che ha superato i 4,7 miliardi di euro. Numeri imponenti, certo, ma che acquistano senso solo se letti insieme alla qualità dell’impatto prodotto: un programma che non si limita a spostare persone, ma che mette in circolo competenze, linguaggi, visioni del mondo, pratiche educative e professionali.
I dati sulla soddisfazione dei partecipanti sono, da questo punto di vista, eloquenti e difficili da liquidare come entusiasmo passeggero. La stragrande maggioranza di chi ha preso parte a un’esperienza Erasmus+ dichiara di averne tratto benefici concreti, non solo in termini di crescita personale, ma anche di orientamento professionale e di rafforzamento delle competenze chiave. Migliorano le competenze linguistiche, aumentano l’autonomia e la capacità di adattamento, si rafforza la fiducia nelle proprie possibilità; soprattutto, cresce la consapevolezza di appartenere a uno spazio educativo e culturale che travalica i confini nazionali senza annullarli.
In questo quadro l’Italia si conferma tra i Paesi più attivi e coinvolti. Oltre settantaseimila partecipanti, tra studenti, docenti e personale educativo, hanno beneficiato nel 2024 delle opportunità offerte dal programma, con un investimento che ha superato i duecento milioni di euro. Particolarmente significativo è il dato relativo all’istruzione superiore, ma non meno rilevante è la crescita delle mobilità nei settori della scuola e dell’educazione degli adulti, ambiti in cui Erasmus+ si sta rivelando uno strumento prezioso per l’innovazione didattica, la formazione del personale e la costruzione di reti educative stabili.
Il rapporto mette inoltre in luce come il programma stia progressivamente orientandosi verso forme più flessibili e inclusive di cooperazione. I Blended Intensive Programmes, che combinano attività online e mobilità fisica, rappresentano una risposta concreta alle esigenze di accessibilità, sostenibilità ambientale e continuità formativa; non un ripiego, ma una modalità nuova di pensare l’internazionalizzazione dell’istruzione, capace di coinvolgere un numero più ampio di partecipanti e di integrare apprendimento formale e informale.
Al centro della riflessione emergono con chiarezza le priorità strategiche che l’Unione Europea affida a Erasmus+: inclusione e pari opportunità, transizione digitale, sostenibilità ambientale, partecipazione democratica. Non si tratta di parole d’ordine, ma di criteri che orientano concretamente la progettazione e la valutazione delle attività; criteri che chiamano in causa scuole, università, enti di formazione e organizzazioni educative come attori responsabili di un cambiamento che è insieme pedagogico e sociale.
Il valore più profondo del Rapporto 2024 sta forse proprio qui: nel mostrare come Erasmus+ non sia un programma accessorio, né un beneficio collaterale dei sistemi educativi, ma una leva strutturale per affrontare le grandi sfide del presente. In un’Europa attraversata da tensioni, disuguaglianze e fragilità democratiche, la mobilità educativa diventa uno spazio di esercizio concreto del dialogo, della cooperazione e del pensiero critico; un luogo in cui l’idea di Europa smette di essere astratta e prende forma nelle biografie, nelle relazioni e nelle pratiche quotidiane.
Per chi opera nel mondo dell’istruzione e della formazione, il Rapporto Erasmus+ 2024 è dunque più di un documento di rendicontazione: è un invito esplicito a considerare la dimensione europea non come un’aggiunta, ma come una componente essenziale della qualità educativa. Perché l’Europa, quando funziona, non si racconta soltanto nei trattati; si apprende, si sperimenta e si costruisce, passo dopo passo, nelle aule, nei laboratori, nei percorsi di mobilità e nelle comunità educanti che scelgono di aprirsi al mondo.
Link su Epale – rapporto annuale erasmus+ 2024