Categoria: INTERVISTE
I CPIA a “Tutti in Classe” su RaiplaySound
INTERVISTENella puntata del 24 marzo 2025 di Tutti in classe, lo storico settimanale radiofonico di Rai Radio 1, i riflettori si sono accesi su una delle realtà più vitali e meno conosciute del panorama educativo italiano: i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, i CPIA. Spesso evocati nei documenti ministeriali, ma ancora poco compresi nell’immaginario collettivo, questi centri rappresentano oggi un presidio educativo imprescindibile, laddove il diritto all’apprendimento incontra le sfide dell’inclusione sociale e dell’evoluzione del lavoro. Il contesto è noto: in una società in cui le competenze rischiano rapidamente di divenire obsolete, la formazione continua non è più un’opzione, ma una necessità. Secondo i dati recenti di Istat, Eurostat, Infocamere e Banca d’Italia, l’economia italiana – come del resto quella europea – è attraversata da una transizione che chiede con urgenza nuove alfabetizzazioni, digitali e civiche, e un ripensamento dell’accesso alla conoscenza lungo tutto l’arco della vita. Ascolta il podcast a questo link – www.raiplaysound.it/audio/2025/03/Tutti-in-classe-del-24032025 In questo scenario, i CPIA si configurano come veri e propri “luoghi di rigenerazione educativa”: spazi in cui non solo si recuperano titoli di studio, ma si ricostruiscono biografie, si tessono relazioni, si riattivano energie sociali. Lo ha spiegato con chiarezza Emilio Porcaro, presidente della RIDAP – Rete Italiana Istruzione degli Adulti – intervenendo in trasmissione per sottolineare il valore strategico di questi centri, capaci di offrire un’istruzione flessibile, accessibile, plurale. Accanto a lui, la voce di Claudia Bernabucci – presidente dell’associazione Cubo Libro di Tor Bella Monaca – ha mostrato quanto l’educazione degli adulti non sia solo una questione scolastica, ma anche culturale, civica, profondamente politica: formare un adulto significa renderlo partecipe, consapevole, capace di abitare con dignità il proprio presente. A dare concretezza alle riflessioni è stato infine il racconto di Mariella Montuori, dirigente del CPIA di Salerno, che ha illustrato alcune delle esperienze più significative portate avanti nel suo centro: progetti legati all’orientamento, alla formazione linguistica, all’inserimento lavorativo e alla costruzione di competenze chiave per la cittadinanza. n un Paese che si interroga sul futuro della scuola e sul destino di una democrazia spesso fragile, i CPIA offrono una risposta silenziosa ma potente: rimettere al centro le persone, i loro percorsi interrotti, le loro potenzialità da riaccendere. Perché una società che investe nell’apprendimento degli adulti non è solo più competente: è anche più giusta, più inclusiva, più umana.
Leggi postIntervista al Cpia lodi: Didattica digitale una sfida per la nostra mission educativa
CPIA INTERVISTENel contesto dell’innovazione educativa digitale, il CPIA di Lodi si distingue per un’approccio dinamico e coinvolgente: abbiamo avuto il privilegio di intervistare il team digitale (le docenti Marta Spoldi e Veronica Losio) coordinate dal loro dirigente dott. Francesco Terracina per approfondire il ruolo delle iniziative virtuali e immersivi nell’arricchimento dell’esperienza educativa degli studenti. Scopriamo insieme cosa ci hanno detto in merito all’ispirazione dietro le attività di didattica immersiva-virtuale, le sfide incontrate per la costruzione di questo percorso didattico e soprattutto le prospettive future del loro istituto. Qual è stata l’ispirazione dietro l’organizzazione di questa visita virtuale a Venezia e come si inserisce all’interno delle iniziative digitali del CPIA? C’entra con l’idea di DDI ovvero didattica digitale integrata? Il Collegio docenti ci ha assegnato il ruolo di animatrici digitali con il compito di progettare attività didattiche che permettessero ai docenti di tutta la scuola di sfruttare al meglio la strumentazione tecnologica disponibile. In un primo momento abbiamo fatto una ricognizione dei vari dispositivi presenti a scuola e, con l’idea di coinvolgere il maggior numero di classi, abbiamo scelto di concentrarci sulla progettazione di attività didattiche con i visori VR, pensando che questa tecnologia sia la più adattabile ai diversi contesti presenti nella nostra scuola. Abbiamo sviluppato un modello di Uda che prende avvio dalla visione di un video 360° con i visori, così da permettere agli studenti di sperimentare l’esperienza immersiva, e poi, attraverso le diverse fasi, consente di arricchire le conoscenze e il lessico e di focalizzare determinati elementi linguistici o culturali. Questo modello di Uda vuole aiutare i docenti a capire come integrare questa tecnologia nelle lezioni, perché crediamo che essa possa essere un valido supporto alla motivazione e all’apprendimento degli studenti. L’idea di organizzare una visita virtuale a Venezia ci è venuta a partire dalla nostra esperienza personale: entrambe siamo rimaste molto colpite da questa città così pittoresca e ricca di fascino. Abbiamo pensato che per i nostri studenti spesso non è semplice visitare l’Italia e conoscerla da una prospettiva più turistica. Così abbiamo immaginato che una visita virtuale potesse, da un lato, suscitare in qualcuno la curiosità di conoscere le bellezze del nostro Paese e, dall’altro, andare incontro a chi avrebbe il desiderio di viaggiare ma al momento non può farlo. Inoltre pensiamo che vivere insieme l’esperienza della realtà virtuale possa essere un momento di condivisione e rafforzamento delle relazioni all’interno del gruppo classe. Per questi motivi intendiamo estendere questa proposta di visita virtuale ad altre città e altri luoghi suggestivi del nostro Paese o del mondo. Potreste condividere con noi alcuni dettagli sulle altre iniziative digitali che il CPIA ha implementato recentemente per arricchire l’esperienza educativa degli studenti? Noi siamo diventate animatrici digitali di recente e, come dicevamo, il nostro primo obiettivo è stato quello di individuare, tra i diversi strumenti tecnologici della scuola, quelli che potessero essere fruibili dalla maggior parte dei percorsi e utilizzabili da diversi tipi di studenti. C’è stata una prima fase di studio ed esplorazione delle possibilità offerte dal modello del visore a nostra disposizione. Successivamente abbiamo organizzato un momento di incontro con i docenti, in modo che sperimentassero in prima persona questa tecnologia e ne capissero le potenzialità. Abbiamo preparato delle istruzioni per far sì che tutti riuscissero concretamente a utilizzarli. In seguito abbiamo creato un modello base di Uda che si può adattare a diversi argomenti e scopi. Abbiamo, infine, sviluppato l’Uda di Venezia che abbiamo proposto a diverse classi con competenze linguistiche più alte (A2 e licenza media) e, con il supporto di altri docenti, abbiamo sviluppato un’Uda sulla casa, che stiamo sperimentando in questi giorni nelle classi di livello PreA1 e A1. La nostra scuola promuove l’uso di tecnologie didattiche, infatti già nell’anno scolastico 2018/2019 è stato creato il progetto CpiAPP , un percorso per la formazione a distanza che tuttora utilizziamo e che è fruibile da tutti sul nostro sito. Sono stati fatti grandi sforzi per attrezzare quasi tutte le aule delle diverse sedi di Smartboard o LIM, in modo che queste risorse sviluppate da alcune docenti della scuola fossero a disposizione di docenti e studenti durante le lezioni. I nostri obiettivi come scuola adesso sono quello di arricchire le pratiche didattiche con nuovi strumenti tecnologici e quello di sviluppare e potenziare le competenze digitali degli studenti, promuovendo anche un uso consapevole della tecnologia. Per questo motivo, noi due animatrici digitali stiamo seguendo dei corsi di formazione proposti da Scuola Futura sull’utilizzo di stampanti 3D, coding e robotica e l’intelligenza artificiale. Come avete selezionato i siti e le attrazioni veneziane da includere nella visita virtuale e quali criteri avete considerato per garantire un’esperienza educativa e coinvolgente per gli studenti? Il nostro visore poteva supportare solamente video 360° in 4k quindi abbiamo scelto il video più coinvolgente possibile: mostrava la visita di diversi luoghi di Venezia viaggiando a bordo di una gondola, con l’accompagnamento di un gondoliere e diverse maschere veneziane. La musica in sottofondo (senza parole) ci permetteva di condividere le emozioni e di interagire, nonostante docente e studenti vivessero l’esperienza in modo individuale. Quali sfide (o criticità eventuali) avete incontrato nell’adattare l’esperienza formativa al formato virtuale-immersivo e come avete affrontato tali sfide? Abbiamo incontrato le maggiori criticità all’inizio del percorso, in quanto l’assistenza garantita al momento dell’acquisto dei visori non è mai stata raggiungibile. I vari operatori hanno sottolineato che questi strumenti purtroppo risultano datati nel giro di pochi mesi e vengono continuamente sostituiti da nuovi che hanno altre funzioni. La soluzione è stata quella di chiedere qualche indicazione ad esperti esterni, con la consapevolezza che si potevano sfruttare solo in parte le potenzialità del dispositivo. Un’ulteriore sfida è stata quella di riuscire a rendere i dispositivi parte integrante delle attività didattiche. Ci siamo accorte mentre creavamo l’Uda che il video risultava poco interattivo e in contrasto con la nostra idea di voler fare un’esperienza didattica significativa e in gruppo. Per sopperire a queste mancanze anche noi ci siamo pensate a Venezia e abbiamo ipotizzato un percorso possibile. Mentre navigavamo virtualmente
Leggi postIntervista al Dirigente Massimo Pantiglioni del Cpia Mantova
CPIA INTERVISTECon le sue tante sedi, il Cpia Mantova è una realtà formativa affascinante e articolata. A spiegarcela con entusiasmo e tenacia il suo Dirigente Massimo Pantiglioni intervistato dalla direttrice del Centro di Ricerca Lucia Pacini. Proseguono con estremo interesse i nostri faccia a faccia con i Cpia lombardi, vere e proprie prime linee nella formazione degli adulti sul territorio, reti territoriali di servizio educativo per poter soddisfare tutti i bisogni formativi degli adulti dei territori di appartenenza, per certificare il livello di istruzione conseguito e l’acquisizione delle competenze, acquisite nei vari contesti formali e non formali, e, più in generale, per elevare il livello d’istruzione della popolazione adulta. Gli obiettivi strategici del CPIA, come si legge nel PTOF, sono: 1. elevare il livello d’istruzione di ciascuno attraverso percorsi personalizzati, flessibili e individualizzati; 2. favorire la capacità di relazione tra culture; 3. sostenere le persone a riconoscere le proprie capacità e attitudini; 4. rafforzare la stima di sé per realizzarsi e confrontarsi nella comunità locale; 5. attivare processi di riflessione e di analisi per favorire la presa di coscienza delle proprie potenzialità
Leggi postIntervista alla Dirigente Gemma Santoro Cpia 3 Milano Sud
INTERVISTEProseguono le interviste faccia a faccia con i dirigenti dei CPIA della Lombardia per fare il punto della situazione dei loro istituti in prima linea nella formazione didattica degli adulti. Gemma Santoro, DS del CPIA Manzi https://www.cpiamanzi.edu.it/ nel confronto con la direttrice del CRR&S Lucia Pacini si è confrontata a tutto campo sui temi cruciali mettendo a fuoco anzitutto la questione – centrale nel nostro piano editoriale – della didattica digitale post pandemia. Tutto il Cpia 3 Sud Milano è coinvolto in questa transizione che non è solo “tecnologica” ma strategica per il successo formativo della scuola, avendo chiaro quanto è stato condiviso da tutti gli operatori della didattica con la Dirigente nel loro piano offerta formativa ovvero un ripensare e programmare la didattica nella logica delle competenze e nel potenziamento dei tanti talenti presenti nel corpo docente e negli operatori di segreteria. Utilizzare il patto formativo individuale – sostiene la Santoro – non solo come contratto tra adulto in formazione e scuola, ma anche e soprattutto come dispositivo di flessibilità: spazio per negoziare di volta in volta i percorsi da seguire e per tenere traccia dei segmenti già percorsi e di quelli ancora da percorrere in vista dell’obiettivo finale che è la crescita culturale di tutto il corpo studentesco. Il CPIA 3 Sud Milano, oltre alla sede centrale e amministrativa sita a Rozzano, comprende altre 4 sedi, 3 punti di erogazione ed una sede carceraria ad Opera. Sito web: https://www.cpiamanzi.edu.it/
Leggi postIntervista alla Dirigente Lorella Finotti Cpia 2 Varese
INTERVISTE SPECIALEGli sforzi didattici nel tempo della pandemia, le azioni di supporto ai docenti, i progetti in cantiere… questo ed altro nel secondo faccia a faccia con i dirigenti dei CPIA della Lombardia. Un giro di interviste per conoscere quanto lavoro c’è dentro le nostre scuole chiamate ad una mission sempre più cruciale nel nostro paese ovvero muoversi in sinergia con il territorio lavorando in rete al fine di migliorare negli adulti le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale. Ricordiamo il core educativo dei CPIA: essi costituiscono una tipologia di istituzione scolastica autonoma dotata di un proprio organico e di uno specifico assetto didattico e organizzativo. I CPIA svolgono le seguenti attività: Percorsi di Istruzione degli adulti, Iniziative di ampliamento dell’offerta formativa, Attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo in materia di istruzione degli adulti. Lorella Finotti, dirigente del Cpia Varese 2 “Tullio de Mauro” in dialogo con la direttrice del CRR&S Lucia Pacini ci racconta scenari e prospettive del proprio istituto che in questi anni è diventato un hub educativo strutturato all’interno di un territorio demograficamente significativo con oltre 800 mila abitanti. La provincia di Varese – si legge nel PTOF – si trova al quarto posto, dopo Milano, Brescia e Bergamo per la presenza di migranti extracomunitari, tenuto conto che in Lombardia risiede circa il 23% del totale nazionale. Il C.P.I.A. 2 Varese opera nella parte centro-settentrionale della provincia con corsi ordinari nelle sedi di Varese, Gavirate e Tradate e punti di erogazione in altri Comuni nei quali si attivano corsi in collaborazione con l’ente locale e altre associazioni. Inoltre il C.P.I.A. ha stabilito accordi di rete con gli ISIS “I. Newton”, “F. Daverio-N. Casula”, “Einaudi” e il Liceo Artistico “Frattini” di Varese, per l’erogazione di corsi serali di secondo livello ai quali afferisce un’utenza da tutta la parte centro settentrionale della Provincia. L’area d’intervento afferisce ai comuni che fanno capo agli Uffici di Piano di Luino, Tradate, Azzate, Varese, Arcisate e Cittiglio. Sito web: https://www.cpiavarese.edu.it/
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