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Categoria: FORMAZIONE

Giornata dell’alfabetizzazione digitale

#DIARIODIGITALE FORMAZIONE NOTIZIE

Non basta saper accendere un dispositivo. Non basta navigare tra app e piattaforme con la disinvoltura di chi è cresciuto con uno smartphone in mano. L’alfabetizzazione digitale — quella vera, quella che conta — è qualcosa di più esigente e, per certi versi, di più antico: è la capacità di interrogare ciò che si vede, di valutare ciò che si legge, di comprendere le implicazioni etiche di ciò che si fa ogni volta che si entra in rete. La Giornata internazionale per l’apprendimento digitale offre ogni anno l’occasione per riportare al centro del dibattito pedagogico una questione che troppo spesso rimane ai margini: non come si usa la tecnologia, ma come si abita il mondo digitale con consapevolezza critica. Una distinzione che non è sottigliezza teorica, ma differenza sostanziale tra un utente passivo e un cittadino pensante. Oltre la tecnica: il pensiero come bussola L’equivoco più diffuso nell’educazione digitale è di natura strumentale. Si tende a misurare la competenza digitale in termini di padronanza tecnica — saper usare un foglio di calcolo, costruire una presentazione, orientarsi tra le funzioni di un software — come se la familiarità con gli strumenti fosse già, di per sé, comprensione del mezzo. Ma la tecnologia non è neutrale, e l’ambiente digitale non è uno spazio innocente: è un ecosistema costruito da scelte progettuali, interessi economici, algoritmi che selezionano, amplificano e talvolta distorcono la realtà. Formare alla digitalizzazione critica significa dunque insegnare a valutare la credibilità di una fonte prima di condividerla, a riconoscere i meccanismi di manipolazione dell’informazione, a comprendere i rischi — per la privacy, per la reputazione, per il benessere psicologico — che abitano la rete. Significa, in ultima analisi, trasferire nell’ambiente digitale quelle stesse categorie di giudizio che da secoli la scuola coltiva nell’analisi dei testi, nella lettura della storia, nel ragionamento scientifico. La domanda che ogni insegnante dovrebbe porsi non è «i miei alunni sanno usare internet?», ma «i miei alunni sanno leggere internet?».   Il ruolo dell’insegnante: mediatore e modello In questo scenario, il docente non è chiamato a essere un tecnico dell’informatica, né un esperto di cybersecurity. È chiamato a fare ciò che sa fare meglio: mediare tra l’esperienza del mondo e la sua comprensione critica. Portare in classe la domanda prima della risposta. Insegnare il dubbio come metodo. Questo implica una trasformazione del proprio profilo professionale che non è né automatica né indolore. Richiede la disponibilità a mettersi in discussione, a rivedere le proprie pratiche didattiche, a esplorare strumenti e contesti che spesso si collocano al di là della propria formazione iniziale. Ed è precisamente su questo terreno che si inserisce il contributo della Commissione europea con lo strumento SELFIE per gli insegnanti — uno strumento di autovalutazione che consente a ciascun docente di rispecchiare le proprie pratiche digitali, individuare i punti di forza e le aree di sviluppo, ricevere indicazioni personalizzate per crescere. Non un test, non una classificazione. Piuttosto, uno specchio. L’invito a guardarsi con onestà professionale e a trasformare quella consapevolezza in azione didattica.   Integrare, non aggiungere Il rischio più concreto nell’approccio all’educazione digitale è quello dell’addizione: aggiungere un’ora di “cittadinanza digitale” al curricolo già sovraccarico, trattare le competenze digitali come un modulo separato, un adempimento formale da spuntare su una lista. Questo approccio non funziona, per la semplice ragione che il digitale non è un compartimento stagno della vita degli studenti: è l’aria che respirano, il contesto in cui costruiscono relazioni, identità, opinioni. L’integrazione efficace delle competenze digitali nell’apprendimento quotidiano passa invece attraverso la trasversalità: analizzare le fonti in storia come in scienze, riconoscere la propaganda visiva in una lezione di arte come in educazione civica, discutere di privacy e consenso in italiano come in tecnologia. La competenza digitale critica non si insegna: si pratica, si esercita, si incorpora nelle abitudini cognitive degli studenti attraverso una didattica consapevole e intenzionale.   Una posta in gioco civile C’è una dimensione che eccede il perimetro scolastico e che vale la pena nominare con chiarezza. La capacità di orientarsi criticamente nell’ecosistema dell’informazione digitale non riguarda soltanto il rendimento scolastico o le prospettive professionali degli studenti: riguarda la tenuta democratica delle nostre società. Un’opinione pubblica incapace di distinguere un’analisi affidabile da un contenuto manipolato, una notizia verificata da una bufala costruita ad arte, è un’opinione pubblica esposta a rischi che la politica da sola non può contenere. La scuola — lo si dice troppo raramente, e con troppa poca convinzione — è il luogo in cui si forma il tessuto cognitivo della democrazia. Educare alla lettura critica del mondo digitale è, in questo senso, un atto politico nel significato più alto e più nobile del termine: contribuire alla formazione di cittadini che non delegano il pensiero agli algoritmi, ma lo esercitano come un diritto e come una responsabilità. In fondo, l’alfabetizzazione — in qualsiasi forma, su qualsiasi supporto — ha sempre avuto questa ambizione: non solo trasmettere strumenti, ma consegnare alle nuove generazioni la capacità di stare nel mondo con gli occhi aperti.

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Corsi Fami 2026 per docenti alfabetizzatori – Iscrizioni dal 19 gennaio

CORSI FAMI FORMAZIONE

La sfida dell’inclusione passa spesso dalla lingua, dall’ascolto, dalla capacità di costruire spazi educativi in cui le differenze non siano un ostacolo ma una risorsa. È in questa prospettiva che si colloca l’edizione 2026 dei Corsi FAMI “Conoscere per integrarsi”, un’offerta formativa rivolta ai docenti che operano nei percorsi di alfabetizzazione linguistica e civica per adulti stranieri all’interno dei CPIA. Il progetto, promosso nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, vede il CRRS&S CPIA Lombardia e il CPIA 2 Milano “Ilaria Alpi” impegnati nella realizzazione di un percorso formativo strutturato, pensato per rafforzare competenze didattiche, metodologiche e relazionali di chi ogni giorno lavora in classi eterogenee, multiculturali, spesso complesse. I corsi prenderanno avvio il 9 febbraio 2026 e si svolgeranno interamente online, alternando momenti sincroni e attività asincrone. Una scelta non solo organizzativa, ma culturale: consentire ai docenti di conciliare formazione e lavoro, senza rinunciare alla qualità del confronto e alla profondità dell’apprendimento. L’offerta formativa è articolata e progressiva. Accanto a moduli dedicati agli apprendenti con scarsa o nulla scolarizzazione, sono previsti percorsi sull’insegnamento dell’italiano L2 ai diversi livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento, con un’attenzione particolare alla progettazione didattica, alla valutazione e alla costruzione di unità di apprendimento realmente spendibili in classe. VAI ALLA PAGINA DEDICATA PER ISCRIVERTI AI CORSI 

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Alfabetizzazione e competenze di base: un orizzonte educativo condiviso tra scuola, famiglia e comunità

FORMAZIONE NOTIZIE

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è pressoché illimitato, l’alfabetizzazione continua a rappresentare una delle competenze fondamentali su cui si gioca il destino formativo, sociale e professionale delle nuove generazioni. Ma leggere e scrivere, oggi, non significa solo decifrare simboli e riprodurre suoni: significa comprendere, interpretare, selezionare, comunicare. Significa abitare consapevolmente il proprio tempo. La European School Education Platform ha recentemente pubblicato un’analisi che punta a rafforzare l’attenzione verso le competenze alfabetiche di base, offrendo una panoramica di buone pratiche, evidenze e strumenti formativi. Il punto di partenza è chiaro: l’alfabetizzazione si costruisce sin dalla prima infanzia, si alimenta nelle relazioni significative, si consolida grazie a un approccio integrato tra scuola e contesto di vita. Alfabetizzazione precoce e sviluppo delle competenze cognitive Numerosi studi dimostrano come l’acquisizione precoce delle abilità linguistiche rappresenti un potente predittore del successo scolastico e, in prospettiva, della partecipazione attiva alla vita democratica. Parlare, ascoltare, raccontare, leggere a voce alta: sono tutti atti semplici e quotidiani che, se coltivati, determinano una solida base per l’apprendimento. Non si tratta solo di una questione di metodo, ma di visione educativa: offrire fin dai primi anni di vita ambienti ricchi di stimoli verbali e narrativi significa permettere ai bambini di sviluppare il pensiero simbolico, la capacità di astrazione, la memoria semantica. In questo senso, la scuola dell’infanzia e i primi anni della primaria giocano un ruolo cruciale, così come la formazione degli insegnanti su approcci pedagogici capaci di coniugare gioco, esplorazione e costruzione del linguaggio. Digitalizzazione e nuove sfide per la comprensione Se da un lato le tecnologie digitali hanno moltiplicato l’accesso alle fonti e democratizzato il sapere, dall’altro pongono nuove sfide legate alla frammentazione dell’attenzione, alla superficialità della lettura e alla ridotta capacità di analisi critica. L’articolo europeo insiste sull’importanza di educare i giovani non solo a usare gli strumenti digitali, ma a farlo con competenza e consapevolezza, sviluppando quella che viene definita “literacy digitale”. Leggere in rete non equivale a leggere su carta: servono strategie diverse, capacità di decostruire l’informazione, di distinguere i generi, di valutare l’affidabilità delle fonti. A tal fine, occorrono percorsi scolastici che integrino le tecnologie senza sostituirle tout court alla lettura lineare e approfondita, puntando su un’educazione alla cittadinanza informativa e ai linguaggi della contemporaneità. Link – https://school-education.ec.europa.eu/en/discover/news/literacy-basic-skills-summary?prefLang=it&pk_campaign=esep-may25-n1&pk_source=esep-newsletter&etrans=it Famiglie e territori: la comunità educante come alleato strategico La responsabilità dell’educazione all’alfabetizzazione non può essere delegata alla sola scuola. I dati riportati nel documento europeo mostrano come vi sia una correlazione diretta tra il livello di istruzione dei genitori e le competenze linguistiche dei figli, confermando l’urgenza di politiche capaci di coinvolgere famiglie e comunità locali. Iniziative come le biblioteche di quartiere, i laboratori di lettura, le reti di genitori-lettori e i festival della narrazione rappresentano occasioni preziose per diffondere una cultura del libro e della parola, soprattutto nei contesti più fragili. Parlare di alfabetizzazione, quindi, significa anche fare i conti con la povertà educativa, promuovere l’inclusione, garantire pari opportunità di accesso alla cultura scritta. In quest’ottica, diventa fondamentale attivare sinergie tra scuola, servizi sociali, enti locali e terzo settore, per costruire una vera e propria comunità educante diffusa. Docenti protagonisti: formazione continua e didattica inclusiva L’articolo si chiude con un richiamo importante: nessuna strategia potrà risultare efficace senza un investimento concreto sullo sviluppo professionale dei docenti. La piattaforma europea mette a disposizione corsi, webinar, toolkit e percorsi di formazione per sostenere gli insegnanti nella sfida dell’insegnamento dell’alfabetizzazione, con un’attenzione particolare all’inclusività e alla personalizzazione degli apprendimenti. Oggi, più che mai, la scuola ha bisogno di professionisti riflessivi, capaci di osservare, adattare, innovare. Di docenti che sappiano riconoscere i bisogni dei propri alunni, offrire strumenti diversificati, attivare laboratori, letture condivise, scrittura collaborativa. L’alfabetizzazione, in questo scenario, diventa il primo e imprescindibile tassello per costruire una scuola davvero equa, attuale e trasformativa.

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Leonardo Visionario: Il catalogo MOOC

FORMAZIONE

La Rete nazionale ICT IdA ha lanciato un’iniziativa di grande rilevanza per i docenti dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) della Lombardia: il nuovo Portale Reti inFormazione DigiComp/Edu, denominato “LEONARDO VISIONARIO”. Per presentare questa piattaforma innovativa, è stato realizzato un video introduttivo disponibile al seguente link: GUARDA IL VIDEO  Il video, della durata di appena tre minuti, offre una panoramica sulle opportunità formative MOOC (Massive Open Online Courses) messe a disposizione degli insegnanti, fruibili in modalità asincrona. Si tratta di percorsi progettati con l’obiettivo di favorire la crescita professionale continua, rispondendo al bisogno di formazione flessibile e accessibile. L’idea alla base del portale “LEONARDO VISIONARIO” è quella di supportare i docenti attraverso strumenti innovativi e contenuti formativi di alta qualità, costruiti dai colleghi dei CPIA stessi. In un contesto in cui anche gli insegnanti, esattamente come i loro studenti adulti, devono conciliare formazione e impegni quotidiani, la possibilità di accedere a percorsi didattici in modo autonomo e personalizzato rappresenta un’opportunità straordinaria. Questo progetto si inserisce nella più ampia strategia di digitalizzazione e innovazione della didattica, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo alla formazione. I contenuti proposti nel portale spaziano tra diverse tematiche, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze digitali e all’applicazione delle tecnologie educative nei contesti di apprendimento degli adulti. Invitiamo tutti i docenti CPIA della Lombardia a visionare il video e a scoprire le opportunità offerte dal portale “LEONARDO VISIONARIO”, un’importante risorsa per la crescita professionale e l’innovazione didattica. Alleghiamo il catalogo aggiornato dei corsi Consulta il Catalogo Mooc Cpia 

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Fondazione Euridit: l’apprendimento continuo (formazione)

FORMAZIONE

Il webinar “Apprendimento continuo per tutte e tutti” promosso dalla fondazione Euridit  ha fornito un’occasione preziosa per riflettere su un tema di vitale importanza ovvero l’apprendimento permanente, il cosiddetto “lifelong learning”, e la sua rilevanza per l’intera cittadinanza europea.  Un tema cruciale per immaginare un futuro in cui la crescita culturale e personale non conosca limiti di età, ma diventi una costante del percorso di vita di ciascuno di noi. Durante il webinar, moderato da Lucia Pacini, animato da interventi di grande spessore come quelli della dottoressa Alessandra Landini e della dottoressa Renata Cumino, è emersa una visione dinamica dell’educazione, capace di superare le barriere tradizionali del sistema scolastico formale. Si è discusso dell’importanza di rendere permeabili i confini tra apprendimento formale, non formale e informale, creando opportunità che vadano oltre le mura della scuola e coinvolgano l’intera società civile: musei, biblioteche, associazioni di volontariato, e persino carceri, come testimoniato dal progetto educativo serale dell’Istituto Olivetti. Uno dei temi chiave è stato il valore del lifelong learning per promuovere una cittadinanza attiva e consapevole, un aspetto essenziale soprattutto in un momento storico come il nostro, segnato da profonde sfide sociali, ambientali e politiche. La dottoressa Landini ha sottolineato come, già dagli anni ’50, l’UNESCO avesse intuito l’importanza di un’educazione per adulti che non si limitasse a una mera integrazione di conoscenze già acquisite, ma che rappresentasse un vero percorso di crescita personale, capace di arricchire continuamente l’individuo e renderlo partecipe della costruzione di una società più equa e solidale. GUARDA IL WEBINAR CLICCANDO QUI: www.youtube.com/watch?v=0MU8UeZfXzo È significativo come, anche nel nostro contesto europeo, sia diventato prioritario affrontare la formazione in un’ottica di orientamento lungo tutto l’arco della vita, coinvolgendo non solo gli studenti in età scolare, ma anche gli adulti che desiderano rimettersi in gioco. Questo approccio mira a rafforzare le competenze trasversali, l’adattabilità e la capacità di lavorare in gruppo, elementi fondamentali in una società che cambia rapidamente e che richiede sempre più flessibilità e spirito critico. In un’Europa ancora alle prese con disuguaglianze profonde e con nuove emergenze sociali e ambientali, il lifelong learning può rappresentare un potente strumento di inclusione e coesione. La dottoressa Cumino, nel suo intervento, ha descritto come le esperienze Erasmus Plus rivolte agli adulti e agli studenti più fragili abbiano permesso di costruire percorsi di riscatto e di crescita personale, specie per coloro che sono stati esclusi dai tradizionali canali di istruzione. Le mobilità internazionali e le esperienze di scambio, come quelle vissute dagli studenti della sua scuola, rappresentano occasioni uniche per scoprire nuove realtà, confrontarsi con contesti educativi differenti e sviluppare una mentalità veramente europea. LA FONDAZIONE EURIDIT – www.fondazioneeuridit.com/chi-siamo/ Non si tratta solo di migliorare le competenze professionali, ma di costruire una cultura dell’apprendimento che sia permeata di valori: il rispetto dell’altro, la solidarietà, la capacità di confrontarsi in modo aperto e costruttivo. In questo senso, il lifelong learning è uno dei pilastri su cui costruire un’Europa più forte e coesa, capace di affrontare le sfide del futuro con una visione collettiva e solidale.

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La Didattica Digitale Integrata (DDI) – WebFormazione

FORMAZIONE

La serie web “I fondamentali della didattica digitale integrata” (DDI) è stata ideata come strumento formativo per i docenti in anno di formazione e prova, indipendentemente dall’ordine e grado di insegnamento. Realizzata in collaborazione con dirigenti scolastici delle scuole appartenenti ad Avanguardie educative, la rete d’innovazione fondata nel 2014 dall’Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, questa serie si propone di offrire una guida concreta e aggiornata per l’insegnamento nel contesto attuale. Nel contesto odierno, dove il confine tra casa e scuola è sempre più sfumato, il ritorno in classe di milioni di studenti sembra rispondere in modo inequivocabile alla domanda su dove si faccia scuola: all’interno degli edifici scolastici. Tuttavia, rimane aperta una questione cruciale: come si fa scuola? Se “fare scuola” significa formare cittadini consapevoli e attivi nella società, allora l’ingresso degli studenti nelle aule è solo l’inizio di un processo ben più complesso. Questa serie di sette episodi non offre solo spunti di riflessione teorica, ma presenta esperienze concrete di una “scuola ibrida” che ha saputo combinare presenza e distanza, metodologie tradizionali e innovative, lezioni frontali e lavoro di gruppo. Le pratiche illustrate sono state sperimentate nelle scuole rappresentate dai dirigenti coinvolti, in diversi contesti socio-economici e geografici, prima, durante e dopo l’esperienza della didattica a distanza (DAD). La visione della serie è consigliata a chiunque desideri approfondire queste tematiche e trarre ispirazione per una didattica che guardi al futuro. Episodi della webserie: Introduzione – I fondamenti della DID Episodio 1 – Innovare la scuola al tempo della DID Episodio 2 – Lo spazio dell’apprendimento Episodio 3 – La progettazione didattica: strumenti e setting Episodio 4 – Progettazione didattica. Curricolo – Essenzializzazione Episodio 5 – La relazione educativa Episodio 6 – Gli strumenti per la DID Episodio 7 – La valutazione formativa

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Educare in dimensione europea – Incontro online di aggiornamento

FORMAZIONE

  L’educazione alla cittadinanza globale e attiva rimane un argomento di grande rilevanza nel contesto scolastico contemporaneo. Ma quali sono gli ultimi sviluppi e le iniziative più recenti promosse dall’Unione Europea in questo campo? E come possono gli insegnanti fare rete a livello europeo per cogliere al meglio le opportunità che si profilano? Per rispondere a queste domande e approfondire il tema, è stato organizzato un incontro di alto profilo, che vedrà la partecipazione della Dott.ssa e Professoressa Alessandra Landini, Dirigente scolastico e membro di ATEE (Association for Teacher Education in Europe), e della Dott.ssa Lucia Antonia Pacini, Dirigente scolastico e Direttrice di EURIDIT Italia. La moderazione sarà affidata a Valentina Pomatto, Vice-Presidentessa della Fondazione EURIDIT.   Durante l’evento, gli esperti affronteranno temi cruciali legati all’educazione alla cittadinanza globale e attiva, esaminando le ultime iniziative promosse dall’Unione Europea in questo settore e offrendo spunti preziosi su come gli insegnanti possono impegnarsi al meglio in questo ambito. Sarà un’occasione unica per approfondire conoscenze, condividere esperienze e creare connessioni a livello europeo. Per registrarsi e ricevere il link per l’evento: https://forms.gle/vZx8mvtM6rkUQaMq5 L’incontro non si limiterà agli interventi degli esperti: sarà infatti previsto un momento di scambio con i partecipanti, durante il quale sarà possibile porre domande, condividere esperienze e confrontare punti di vista. Inoltre, la registrazione dell’intero evento sarà resa disponibile sul sito www.fondazioneeuridit.com, consentendo a chiunque di accedere ai contenuti e di approfondire ulteriormente le tematiche trattate.   In un’era permeata da sfide globali sempre più intricate, l’educazione alla cittadinanza globale e attiva emerge come un cardine imprescindibile nella preparazione delle generazioni future. Attraverso iniziative di questo genere, si apre la possibilità di arricchire gli orizzonti, alimentare il dibattito e incentivare una cittadinanza consapevole e impegnata.   Scarica la locandina – webinar euridit 14 Maggio 2024

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Fare Rete – Giornata di studi sull’Apprendimento Permanente (Cpia Bergamo)

FORMAZIONE

Il 17 aprile 2024, presso l’Istituto Tecnico Statale “Giacomo Quarenghi” di Bergamo, si terrà la terza edizione di “FARE RETE 2024”, una giornata di studi dedicata all’Apprendimento Permanente. L’evento, organizzato dal CPIA 1 Bergamo e dal CPIA 2 Bergamo in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale, si propone come un’importante occasione di riflessione e formazione sull’orientamento degli adulti, con particolare attenzione all’integrazione tra istruzione, formazione professionale e inserimento nel mercato del lavoro. Link per approfondire La giornata sarà suddivisa in due momenti principali: Mattina: Convegno formativo in sessione plenaria (9:00 – 12:30) Dopo i saluti istituzionali di Ursula Dragone, Dirigente scolastica dell’Istituto Quarenghi, Vincenzo Cubelli, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, e Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo, interverranno i Dirigenti scolastici dei CPIA della provincia di Bergamo per un’introduzione ai lavori. Il convegno sarà articolato in tre parti: L’orientamento nei percorsi di Secondo Livello: Maria Pina Russo (docente IPSEOA Sonzogni di Nembro) e Gisella Martinazzoli (docente I.S. Quarenghi di Bergamo) discuteranno su come strutturare un percorso di orientamento per studenti adulti. Franco Gallo, Coordinatore del Gruppo Ispettori USR Lombardia, approfondirà le norme e le prassi per l’orientamento e il ruolo del tutor nelle scuole di Secondo Livello. Enti Locali: strategie e strumenti per l’orientamento e le politiche attive del lavoro: Elisabetta Donati, Dirigente del Settore Politiche del lavoro della Provincia di Bergamo, presenterà gli aggiornamenti sulle fasi realizzative dei Patti territoriali per le competenze e l’occupazione. Loredana Poli, Presidente del Dipartimento Istruzione, Educazione ed Edilizia scolastica di ANCI Lombardia, illustrerà le risorse e i servizi degli Enti Locali a favore dell’Istruzione degli adulti. Azioni sperimentali sui territori: Silvia Valoti (Sviluppo Lavoro Italia), Chiara Cospito (Coordinamento CPI Bergamo) e Maria Vella (CPIA 2 Bergamo) parleranno della sperimentazione della rete CPI-CPIA a Bergamo per l’orientamento al lavoro degli studenti stranieri. Claudio Meneghini, Dirigente Scolastico del CPIA Monza e Brianza, esporrà lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo della RETAP nella provincia di Monza e Brianza. Le conclusioni saranno affidate a Laura Formenti dell’Università Bicocca, Presidente di RUIAP. Pomeriggio: Sessioni di lavoro riservate (14:00 – 16:00) Sono previste due sessioni: Incontro congiunto per dipartimenti: Sessione dedicata ai docenti del Secondo Livello. Sviluppo Sperimentazione CPIA-CPI: Sessione dedicata a docenti CPIA e operatori CPI. “FARE RETE 2024” rappresenta un’importante opportunità per approfondire le tematiche legate all’orientamento permanente e all’istruzione degli adulti, favorendo lo scambio di esperienze e la costruzione di reti collaborative sul territorio.

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Nuovi Corsi MOOC – Cpia Lecco

FORMAZIONE

La Rete di scopo ICT IdA propone due nuovi MOOC per formare il nostro personale all’uso didattico delle ICT e per migliorare l’attività della segreteria: I corsi predisposti sono:Corso: Digitalizzare gli Uffici di Segreteria – Per Personale ATA 🖥️ Descrizione: Questo corso offre al personale ATA gli strumenti necessari per digitalizzare efficacemente gli uffici di segreteria nelle scuole. Attraverso lezioni pratiche e approfondimenti su software e procedure, i partecipanti impareranno a ottimizzare i processi amministrativi, migliorare l’organizzazione dei documenti e facilitare la comunicazione interna ed esterna, contribuendo così a una gestione più efficiente e trasparente delle attività scolastiche. Corso: Digital Storytelling come Metodologia Efficace, Coinvolgente e Collaborativa – Per Docenti 📖 Descrizione: Questo corso è pensato per i docenti che desiderano arricchire le proprie lezioni con il potere narrativo del digital storytelling. Attraverso una combinazione di teoria e pratica, i partecipanti acquisiranno competenze nella creazione di storie coinvolgenti utilizzando strumenti digitali, come video, immagini, e narrazione multimediale. Il digital storytelling non solo rende le lezioni più interessanti ed emozionanti, ma promuove anche la partecipazione attiva degli studenti e favorisce la collaborazione in classe, stimolando la creatività e il pensiero critico. Questi corsi offrono quindi  opportunità preziose di sviluppo professionale per il personale scuola,  consentendo ai partecipanti di sfruttare appieno il potenziale delle tecnologie digitali per migliorare l’esperienza educativa e amministrativa nelle scuole.   ALLEGATI MOOC IDA Storytelling Mooc per segreterie

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Viaggio al centro della “Competenza”: cinque tracce sul secondo livello

#SECONDO LIVELLO FORMAZIONE NOTIZIE

      1. Corsi e ricorsi storici Nel percorso a ritroso che ci conduce dalla nascita della scuola serale, frutto del riformismo liberare nel nascente Stato unitario, e approda ai recenti piani strategici delle Agende europee  evidenziamo il ruolo centrale affidato al livello di istruzione della popolazione adulta come indicatore dello stato di salute di un Paese, della sua capacità di innovarsi, di progettare e investire sul capitale umano. La riorganizzazione del sistema di Istruzione degli adulti, normata dal DPR 29/10/2012 n.26, nasce dunque dall’esigenza di un adeguamento agli standard europei di istruzione media-superiore nonché dalla necessità di predisporre interventi formativi integrati, inclusivi e flessibili, prevedendo un rientro formativo, per scongiurare il rischio della dispersione scolastica e della dequalificazione delle competenze. L’apprendimento permanente viene inquadrato come priorità essenziale per l’occupazione, l’agire efficace in campo economico e la completa partecipazione alla vita sociale. Normativa di riferimento Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento (Art. 11, comma 10, del D.P.R 263/2012) del 2015 e gli Allegati alle Linee guida Decreto Interministeriale MIUR – MEF del 12 marzo 2015 recante le linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, pubblicato in data 8 giugno 2015, sulla Gazzetta Ufficiale S.G. n. 130 – Suppl. Ord. n. 266. D.P.R del 29 ottobre 2012 n. 263 “Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 47 del 25 febbraio 2013” Decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112 ha previsto la ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali   2. Il Caleidoscopio Nel composito universo dell’Istruzione degli adulti evidenziamo la compagine del secondo livello, con caratteri distintivi per organizzazione e struttura, ma con finalità formative comuni, ancorate ai principi di inclusività e autopromozione. I percorsi formativi di secondo livello sono articolati infatti articolati in tre periodi didattici, in cui si collocano tutte le attività istituzionalizzate e finalizzate al conseguimento del titolo di studio di istruzione secondaria di secondo grado. Un punto di partenza ineludibile nell’analisi dell’istruzione di secondo livello consiste nella considerazione della sua complessità; siamo in presenza di un «caleidoscopio» di dimensioni tale da definire una pluralità di situazioni di apprendimento, di variabili soggettive, di individualità. In queste mescolanze inedite di età, professioni, esperienze, provenienze i colori creano ordini di visioni frammentate, mescolanze e sovrapposizioni per restituire un disegno nuovo e imprevedibile     3. Il luogo del possibile Per adulti e giovani adulti la scuola si configura come luogo del possibile, perché aule e laboratori divengono spazi fondativi di apprendimenti, esperienze, scoperte intellettuali e umanissime relazioni. La rinnovata organizzazione didattica per gruppi di livello, recepita dalla normativa, permette di superare la tradizionale suddivisione degli studenti in classi e richiama alla necessità di assicurare a tutti l’equità delle opportunità formative che il modello pluralistico garantisce sovente solo nella forma. La dimensione collettiva dell’apprendere, del “noi”, come identità multipla ha contribuito a determinare una cultura dell’accoglienza, a costituire un autentico sistema integrato, in cui la scuola diventa uno spazio realmente aperto e promuove l’equità delle opportunità formative La personalizzazione è intesa come riconoscimento del bagaglio formativo, delle competenze formali, informali e non formali acquisite in altri contesti nell’ottica della promozione e la garanzia del successo formativo.     4. L’uso strategico del tempo I percorsi di istruzione di secondo livello prevedono un monte ore complessivo obbligatorio pari al 70% di quello previsto dai suddetti ordinamenti, con riferimento all’area di istruzione generale e alle singole aree di indirizzo. L’uso strategico del tempo, determinato da una rimodulazione oraria, è finalizzato alla costruzione di situazioni di apprendimento attive e significative, fondate sul senso di auto-efficacia, per un sicuro successo formativo. Per l’allievo adulto, già professionalmente attivo, risulta necessario ottimizzare la gestione delle risorse e del tempo disponibile per la formazione, usando le potenzialità e gli strumenti offerti dalle TIC. La fruizione a distanza favorisce concretamente la personalizzazione del percorso di istruzione, promuovendo forme aperte, reticolari e democratiche di conoscenza. Il nuovo sistema di istruzione di secondo livello prevede dunque che lo studente adulto possa fruire a distanza una parte del periodo didattico del percorso, in misura non superiore al 20% del monte ore complessivo   5. A ciascuno il “suo” Nelle istituzioni di secondo livello, la personalizzazione del percorso di studio viene esplicitata e formalizzata in un Patto formativo individuale, che rappresenta un contratto condiviso, un’assunzione di responsabilità reciproca. Ciascuno studente adulto compartecipa alla definizione del suo iter di apprendimento, strutturato e documentato in un piano di studi personalizzato (PSP). L’accettazione congiunta del progetto formativo comporta l’impegno per ciascun soggetto coinvolto a contribuire concretamente al perseguimento di obiettivi precipui e finalità condivise.   Fiorella Di Donato – Redattrice giorgimi.edu.it SCARICA LA Scheda 1 – #SecondoLivello: Viaggio al centro della competenza

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