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Intelligenza Artificiale (AI): Le linee guida del Ministero

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato la versione 1.0 delle Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche. Il documento, firmato il 9 agosto 2025, offre un quadro organico per portare l’IA nelle scuole in modo responsabile, trasparente e conforme alle norme europee e nazionali. Non è un manifesto, ma una cassetta degli attrezzi: principi, requisiti, metodo di lavoro e una governance che fa perno sulla piattaforma unica per mappare e monitorare i progetti delle scuole. Al centro c’è un modello in quattro pilastri: principi di riferimento (centralità della persona, equità, inclusione); requisiti etici, tecnici e normativi; un framework di implementazione per accompagnare le scuole lungo tutto il ciclo di progetto; comunicazione e governance, con la piattaforma unica come sportello interattivo per inserire le “schede progetto”, riusare esperienze e consentire al Ministero di vedere cosa accade – anche con dashboard e audit a campione. Tradotto: si progetta, si misura, si condivide; non si improvvisa. Sul piano dei diritti, le linee guida richiamano l’AI Act (il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale): sono classificati come ad alto rischio i sistemi usati per ammissioni, assegnazioni, valutazioni degli apprendimenti, definizione del livello di istruzione o controllo delle prove d’esame. Per questi l’uso è possibile solo con cautele stringenti, valutazioni d’impatto e sorveglianza umana adeguata. In più è vietata l’“emotion recognition”, cioè il riconoscimento delle emozioni, salvo necessità mediche o di sicurezza. La scuola è formalmente il deployer (chi introduce e utilizza il sistema) e ha obblighi specifici; i fornitori devono garantire qualità, documentazione, gestione dei dati e monitoraggio successivo all’uso. È la fine dell’idea di “prendiamo un’app e vediamo”: ora ogni scelta ha una responsabilità chiamata per nome. Privacy e protezione dei dati non sono un allegato, ma l’asse portante. Per i sistemi ad alto rischio la valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (Fundamental Rights Impact Assessment, FRIA) va integrata nella valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (Data Protection Impact Assessment, DPIA). Devono essere descritte finalità, durata, categorie di interessati, rischi, misure di sorveglianza umana e canali di reclamo. Se restano rischi elevati, scatta la consultazione preventiva del Garante per la privacy; la DPIA va aggiornata ogni volta che cambiano rischi, misure o processi. Il documento invita a guardare a una metodologia specifica del Consiglio d’Europa, pensata proprio per stimare gli impatti delle tecnologie su diritti, democrazia e stato di diritto. È qui che entra in gioco HUDERIA. HUDERIA HUDERIA è l’acronimo di Human Rights, Democracy and Rule of Law Impact Assessment (Valutazione d’impatto su Diritti Umani, Democrazia e Stato di diritto). È una metodologia sviluppata dal Consiglio d’Europa per valutare in modo sistematico l’impatto che una tecnologia – in particolare i sistemi di IA – può avere su tre dimensioni fondamentali della convivenza civile: Diritti umani: garantire che le tecnologie non violino diritti fondamentali come privacy, libertà di espressione, non discriminazione, protezione dei dati personali. Democrazia: verificare che l’introduzione di sistemi automatizzati non indebolisca la partecipazione democratica, la trasparenza delle decisioni pubbliche o il ruolo del controllo umano. Stato di diritto: assicurare che l’uso dell’IA non comprometta la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge, la possibilità di ricorrere contro decisioni algoritmiche e il rispetto delle procedure. HUDERIA è quindi uno strumento di prevenzione: invita a riflettere prima di introdurre un sistema, a stimare i rischi e a predisporre contromisure. Solo in un secondo momento si procede con l’innovazione vera e propria. Questo rovesciamento della prospettiva – prima proteggere, poi sperimentare – rappresenta il “cambio di passo” sottolineato dalle Linee guida del Ministero.   C’è poi una novità concreta per la vita scolastica: il “diritto di non partecipazione”. Gli strumenti – inclusi i grandi modelli linguistici (Large Language Models, LLM) – vanno configurati evitando trattamenti di dati personali degli studenti; niente salvataggio dei prompt, niente profilazione, nessun tracciamento. Se, anche indirettamente, si trattano dati di minori, la scuola deve informare in modo chiaro le famiglie prima di partire. In breve: prudenza operativa, trasparenza, configurazioni privacy-by-default. Il metodo proposto è pratico e, finalmente, sequenziale: Definizione (bisogno, coerenza con Piano triennale dell’offerta formativa, stakeholder); Pianificazione (piano di progetto, piano rischi, competenze interne/esterne); Adozione graduale con formazione e comunicazione; Monitoraggio in parallelo – sugli avanzamenti e sugli output dei sistemi – con rivalutazione periodica dei rischi; Conclusione con verifica degli obiettivi, lezioni apprese e rendicontazione sociale. La logica è ciclica e partecipata; la leadership del dirigente scolastico è esplicita, ma attraversa tutto l’istituto. Nelle applicazioni, le linee guida distinguono tre prospettive: IA al servizio degli studenti, a supporto dei docenti, a sostegno dell’organizzazione. Per gli studenti, l’enfasi è su personalizzazione, accessibilità, feedback tempestivi e sviluppo del pensiero critico; con un caveat netto: vietati strumenti di sentiment analysis e massima attenzione a non scambiare l’autorevolezza apparente dei modelli per verità di fatto. Per docenti e personale amministrativo, l’IA è leva per progettazione, semplificazione dei processi, gestione documentale e comunicazioni periodiche; resta centrale la spiegabilità delle decisioni algoritmiche e la documentazione interna per eventuali audit. La governance non finisce nel perimetro della singola scuola. Il Ministero annuncia decreti successivi – sentito il Garante – per definire meglio modalità operative e iniziative di formazione; le linee guida saranno rese e mantenute aggiornate in forma interattiva sulla piattaforma unica. È una promessa di manutenzione normativa e tecnica, oltre che un invito a non procedere in ordine sparso. Perché tutto questo conta? Perché riconosce lucidamente la doppia natura dell’IA a scuola: opportunità potente per inclusione e qualità, rischio concreto di intrusione e discriminazione se progettata male. Il documento tiene insieme entrambe le cose: spinge sull’innovazione, ma chiede regole, competenze e valutazioni periodiche; chiede trasparenza e coinvolgimento della comunità scolastica, non automatismi calati dall’alto; mette il dirigente nella posizione di guida, ma responsabilizza fornitori, docenti, famiglie e studenti. In altre parole: l’IA entra in classe, ma bussa; e la porta si apre solo dopo aver controllato serrature, luci e uscite di sicurezza. In sintesi operativa per le scuole: partire da un bisogno chiaro e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa; progettare con stakeholder e piano rischi in mano; scegliere soluzioni spiegabili

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L’AI entra in aula: occasione educativa o scorciatoia?

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Nel tempo in cui l’intelligenza artificiale è passata dall’essere oggetto di studio nei laboratori accademici a compagna di banco silenziosa ma potentissima degli studenti, la scuola è chiamata a una scelta: ignorare, demonizzare o integrare? La domanda è meno retorica di quanto sembri, perché tocca il cuore stesso dell’educazione. Che cosa vuol dire insegnare oggi, quando un chatbot può scrivere un tema, riassumere Platone e generare un test a risposta multipla in pochi secondi? Sarebbe un errore affrontare il tema solo in termini tecnici. L’intelligenza artificiale non è (solo) uno strumento: è un ambiente. E ogni ambiente, lo sappiamo, educa. Per questo, non basta che la scuola si doti di dispositivi digitali o che aggiorni la formazione del personale; serve una visione più ampia, capace di interrogarsi su come si trasforma la relazione educativa, su quale posto abbiano l’errore, l’attesa, la lentezza – in una parola, l’umano – in un tempo in cui tutto può essere automatizzato. Tra rischio e possibilità: le nuove responsabilità del docente Il docente, in questo contesto, non è più (solo) trasmettitore di contenuti ma curatore di senso. Il rischio più grande non è che ChatGPT faccia i compiti al posto degli alunni, ma che lo studente perda l’occasione di confrontarsi con la fatica dell’elaborazione personale, del dubbio, dell’argomentazione. Tuttavia, negare l’utilità dell’AI sarebbe altrettanto miope: delegare alcune attività ripetitive o standardizzate può liberare tempo prezioso per la didattica autentica, quella del dialogo e dell’intuizione. Serve però una cultura dell’intelligenza artificiale, prima ancora delle sue applicazioni. Serve educare a riconoscerne i limiti, a problematizzarne le risposte, a discernere tra fonti, a individuare i bias. In una parola: serve formare persone, non solo utenti. Il caso Lombardia: un laboratorio pubblico tra etica e formazione È in questo scenario che si inserisce l’esperienza della Regione Lombardia, che già nell’autunno 2024 ha avviato un percorso pubblico di riflessione e proposta dal titolo emblematico: “L’arte di imparare. L’intelligenza artificiale nella didattica”. Il progetto – tutt’altro che episodico – si è tradotto in una piattaforma articolata di linee guida, strumenti formativi e occasioni di confronto tra istituzioni, scuole e imprese. A differenza di molte altre iniziative locali o aziendali, l’impostazione lombarda ha avuto il merito di assumere l’AI come sfida sistemica, non come moda da cavalcare. Le linee guida ufficiali, scaricabili qui 👉 https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/Enti-e-Operatori/istruzione/intelligenza-artificiale-nella-didattica/intelligenza-artificiale-nella-didattica Tali linee guida non si limitano a elencare tool o buone pratiche, ma mettono al centro la questione del ruolo del docente nell’era dell’AI: da “erogatore” a regista della conoscenza, da sorvegliante a mediatore consapevole tra tecnologia e pensiero critico. Il documento si ispira dichiaratamente alle raccomandazioni dell’UNESCO (“Guidance for generative AI in education and research”, settembre 2023), e ne recepisce l’impianto etico: trasparenza, privacy, equità d’accesso, autonomia del pensiero. Allo stesso modo, vi si ritrova un esplicito riferimento al quadro europeo delle competenze digitali per i docenti (DigCompEdu), con l’intento di promuovere una cittadinanza digitale matura, riflessiva e non passivamente algoritmica. Formazione continua e board etico: quando l’innovazione si dà delle regole Tra gli elementi qualificanti dell’esperienza lombarda, vanno segnalati due aspetti tutt’altro che scontati: La creazione di un board tecnico-etico, coordinato da Lorenzo Maternini, con lo scopo di garantire che l’introduzione dell’AI avvenga in modo trasparente, verificabile e inclusivo, anche sul piano normativo (con attenzione al futuro AI Act europeo). L’attivazione di percorsi formativi gratuiti rivolti ai docenti delle scuole lombarde, tramite una call pubblica (codice SRMF8002024042003) che ha raccolto proposte da università, enti di formazione e aziende del settore. I corsi disponibili – consultabili al link sopra indicato – vanno dall’introduzione etica all’uso consapevole degli strumenti generativi fino a veri e propri moduli operativi per creare lezioni, verifiche, materiali didattici personalizzati. Tra questi:🔹 HP AI Teacher Academy (piattaforma edX)🔹 Generative AI Essentials (EIT Digital)🔹 Magic School e Olovka, piattaforme per l’automazione educativa🔹 La Scuola S.p.A., con un corso self-study accessibile con codice gratuito “FREERL” Un modello esportabile? L’esperienza lombarda non è priva di limiti: riguarda al momento soprattutto le scuole superiori, e richiede un forte investimento in accompagnamento formativo e aggiornamento delle infrastrutture. Tuttavia, rappresenta un modello istituzionale replicabile, perché coniuga visione pedagogica e concretezza amministrativa; offre risposte senza banalizzare le domande; e soprattutto riconosce il docente non come vittima della tecnologia, ma come suo primo interprete. In un tempo in cui il rischio è di essere travolti dall’ultima novità digitale, la Regione Lombardia ha provato a rispondere con la più antica delle virtù educative: la cura. Cura dell’apprendimento, cura della relazione, cura della cittadinanza.

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Editoriale – Migliorare il riconoscimento dei crediti e la personalizzazione dei percorsi formativi nei CPIA

EDITORIALE MIM - USR - UST

Si è svolto a Catania, il 15 e 16 novembre 2023, il III incontro collettivo dei Gruppi di Lavoro Tecnico del Progetto OCSE “Migliorare il riconoscimento dei crediti e la personalizzazione dei percorsi formativi nei CPIA”. All’incontro hanno partecipato sia Lucia Pacini, direttrice del C.R.R.S.&S. della Lombardia, che il prof. Fabio Chizzolini, referente per l’area logico matematica. L’incontro è stato fortemente voluto dal MIM e dall’USR Sicilia, come sintesi dei lavori di gruppo che si sono svolti nei mesi precedenti ed esposizione dei risultati raggiunti. Le sperimentazioni in atto, infatti, hanno bisogno di un’occasione di confronto in plenaria, così da poter ripartire con uno slancio nuovo e una proiezione attiva verso la ricerca e l’utilità che ne può derivare, per i docenti del settore e, in generale, per il sistema scolastico dell’Istruzione degli Adulti. Hanno infatti presieduto i lavori sia il dr. Lombardo, del MIM, che la dr.ssa Palumbo, dell’USR Sicilia, a riprova del profondo interesse dedicato a questa tematica. Si ricorda che i Gruppi di lavoro affrontano la tematica del riconoscimento crediti in maniera distinta per i diversi assi: linguistico, matematico, storico sociale, scientifico tecnologico, linguaggi (inglese), e dei Processi.   Leggi anche – Linee guida riconoscimento crediti Cpia (piattaforma Ocse)   Lo scopo dei Gruppi di Lavoro, quindi, consiste nel confrontare diversi modelli di certificazione dei crediti, anche già in uso, e creare delle convergenze tali da eliminare incertezze e ambiguità, pur nella salvaguardia di specificità territoriali e di contesto. Durante i lavori di Catania, si sono individuate le criticità comuni che emergono dal lavoro di più gruppi per provare a formulare proposte unitarie. Si sono altresì individuate le priorità da dedicare alla formazione dei docenti su questo argomento, con particolare riferimento agli aspetti valutativi.   Si è cercato infine di evidenziare i collegamenti (in termini di analogia e di differenza) tra le competenze del secondo periodo didattico del primo livello e la parte comune del primo periodo didattico del secondo livello (il percorso delle 825 ore). Il Gruppo dedicato ai Processi, infine, ha ipotizzato un modello di possibile raccordo tra le modalità utilizzate dal CPIA e quelle del mondo del lavoro, del secondo livello e della formazione professionale al fine di individuare modalità che facilitino il passaggio degli studenti da un tipo di percorso all’altro e consentano di valorizzare il senso delle competenze (possedute o da acquisire) per l’orientamento e la costruzione di un percorso personale. Torniamo sempre a casa con la consapevolezza che il lavoro da affrontare è infinito: ogni certezza, ogni passo ritenuto irrinunciabile, fondante, porta in sé anche la consapevolezza del fatto che nuovi scenari di indagine si aprono, richiedono attenzione, approfondimento, miglioramento. E’ questo forse il bello della ricerca: il metodo, inteso come accompagnamento di qualcosa di più grande: la nostra crescita e non solo quella degli studenti a cui è destinata. Lucia Pacini – Direttrice CRR&S SaperinRete Lombardia

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Settimana europea per la sicurezza sul lavoro 2023

FORMAZIONE MIM - USR - UST

La Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, che si svolge ogni anno in ottobre (43esima settimana dell’anno), rappresenta il punto culminante e celebrativo di tutte le azioni e le buone pratiche messe in campo dai Cpia e dalle altre PA sul piano della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. In Lombardia l’edizione 2023 della Settimana europea sarà un’importante occasione per rinnovare l’impegno comune di Regione, Istituzioni e Parti Sociali al contrasto delle morti sul lavoro consapevoli che solo attraverso la collaborazione di tutti sia possibile realizzare ambienti di lavoro sani e sicuri. Per chi fosse interessato ad altre iniziative analoghe presenti sul territorio lombardo, si riporta di seguito il link di Regione Lombardia con il calendario eventi: https://eventi.regione.lombardia.it/it/settimanaeuropea-sicurezza-salute-lavoro [pdfjs-viewer url=”https://www.saperinrete.cloud/wp-content/uploads/2023/10/RL_SICUREZZA-RASSEGNA-EVENTI_v3.pdf” attachment_id=”13571″ viewer_width=100% viewer_height=800px fullscreen=true download=true print=true]

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Mappare, documentare e valutare l’innovazione didattica – Intervento della direttrice

EDITORIALE EVENTI FORMAZIONE MIM - USR - UST NOTIZIE

  Negli ultimi decenni, il mondo dell’istruzione ha vissuto un periodo di trasformazione senza precedenti. Le aule di oggi sono molto diverse da quelle di un tempo, grazie all’innovazione didattica che sta cambiando la nostra concezione dell’apprendimento. Ma come possiamo catturare e valutare queste innovazioni? L’importante è mappare, documentare e valutare l’innovazione didattica per garantire che sia efficace e orientata al futuro: ed è su questo fronte che il nostro Centro di Ricerca www.saperinrete.cloud (piattaforma del CRR&S Cpia della Lombardia) vuole offrire a questo meeting un nuovo paradigma di lavoro che sintetizzerei nel passaggio tra spazi e processi. Nel senso che Saperi in Rete tende più guardare più ai processi concentrandosi maggiormente sulle metodologie con le quali prende forma l’apprendimento. Un approccio più legato se e come vengono implementati i processi educativi magari con la convergenza di esperienze (da qui il titolo saperi in “rete” appunto) che si riverberano a beneficio del territorio. Cerchiamo di lavorare, si spera, al meglio per questa mission editoriale. Ascolta l’intervento   Il processo di mappatura dell’innovazione didattica coinvolge l’identificazione e la registrazione delle nuove pratiche e delle metodologie, delle tecnologie così come delle strategie pedagogiche che vengono introdotte nelle aule di tutto il mondo, ivi comprese i nostri Cpia dedicati all’istruzione degli adulti. Una delle principali sfide dell’innovazione didattica è l’ampia gamma di strumenti digitali che spesso sono interconnessi fra loro ma che ancora non ci offrono – almeno secondo le ultime ricerche – un quadro di competenze digitali sufficienti. La più recente di queste ricerche suggerisce di ripensare l’educazione digitale come urgente per la comunità scolastica e civile. Per approfondire “non di solo like” ( saggio sull’educazione digitale 2023)  Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia digitale permea praticamente ogni aspetto delle nostre vite, da come comunichiamo e lavoriamo, all’accesso all’informazione e all’intrattenimento. Ciò premesso,  l’educazione digitale è diventata urgentemente necessaria per formare cittadini preparati e competenti per il futuro. Come centro di ricerca proviamo quindi a lavorare affinché la nostra piattaforma sia sempre più un hub per l’aggiornamento e l’informazione  della migliore offerta formativa sul territorio con il contributo di esperti, ricerca dei bisogni, analisi dei dati, proposte di miglioramento didattico-formativo.   Lucia Pacini – direttrice   

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L’insegnamento delle Scienze per le competenze europee

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Segnaliamo un’importante iniziativa promossa dalla Direzione generale del MIM, dedicata al mondo docente,  finalizzata a sostenere l’acquisizione delle competenze legate al metodo sperimentale nell’insegnamento della Fisica e delle Scienze nelle scuole allo scopo di offrire ai docenti gli strumenti necessari per guidare i loro studenti in un percorso di apprendimento coinvolgente ed esperienziale. Si tratta di un seminario di studio e formazione residenziale di tre giorni, che si svolgerà a Bologna, presso l’incantevole Opificio Golinelli, dal 26 al 28 ottobre 2023. Questo evento fa parte del progetto nazionale LSOSAlab, che ha l’obiettivo di promuovere l’apprendimento scientifico attraverso l’utilizzo del metodo sperimentale La vera essenza del seminario si svilupperà nei giorni successivi, il 27 e 28 ottobre, con i lavori di gruppo dedicati alla definizione di percorsi curriculari innovativi, che abbracceranno anche l’interdisciplinarietà. Saranno al centro di queste attività esperienze di laboratorio inerenti alla Fisica e alle Scienze, tra cui Chimica, Biologia, Astronomia e Scienze della Terra. Tali percorsi sono il risultato delle sperimentazioni condotte da un gruppo di lavoro composto da 27 docenti di Matematica e Scienze, che hanno testato queste nuove metodologie in classe e condivideranno le loro esperienze durante il seminario. I docenti potranno presentare la propria manifestazione di interesse a partecipare all’iniziativa compilando, entro il 31 luglio 2023, il modulo on line disponibile al seguente link: https://forms.office.com/e/31gewmsyuZ   Rimandiamo alla circolare del ministero cliccando a questo link

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Assemblea Nazionale CRR&S CPIA

CPIA EVENTI MIM - USR - UST SPECIALE

Saperi in Rete partecipa all’Assemblea Nazionale della Rete dei Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo nell’ambito del secondo incontro del Gruppo Tecnico di Lavoro del Progetto OCSE sul tema “Migliorare il riconoscimento dei crediti e la personalizzazione dei percorsi formativi nei CPIA”. Partecipano dirigenti e rappresentanti del Ministero dell’Istruzione e del Merito – Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione – Ufficio IV – Ordinamenti dei percorsi dell’istruzione tecnica, dell’istruzione professionale, dell’istruzione tecnica superiore e dell’istruzione per gli adulti. Questo incontro nazionale, organizzato dall’USR Sicilia, si svolgerà nei prossimi tre giorni e includerà attività di gruppo e momenti di confronto con rappresentanti dell’INAPP e docenti universitari. L’obiettivo principale è quello di dare nuovo slancio alle significative attività dei CRRS&S e del Gruppo di Lavoro del progetto OCSE. Per la Lombardia, la nostra direttrice Lucia Pacini che tiene un intervento sulla questione legata alle “Esperienze finalizzate all’aumento dell’attrattività dei percorsi IdA” LOCANDINA DEPLIANT CONVEGNO 

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Il Service Learning: Incontri per docenti organizzati da Indire

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Il Ministero dell’Istruzione e Merito ha organizzato il ciclo di webinar “Costruire Comunità. Innovare la scuola: il Service Learning”, in cui il Gruppo di lavoro approfondirà l’approccio pedagogico del Service Learning e ne discuterà la diffusione e valorizzazione. Il ciclo di appuntamenti è destinato ai dirigenti e ai docenti di scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado e si articolerà in tre incontri che si terranno il 12, 17 e 27 aprile alle ore 17:00-18:00. I webinar saranno trasmessi in diretta streaming sul sito https://www.istitutomontani.edu.it/web/. Nell’incontro del 27 aprile, l’INDIRE parteciperà con le ricercatrici Patrizia Lotti e Lorenza Orlandini come relatrici. Per ulteriori informazioni, si può consultare il programma dell’iniziativa o l’idea “Dentro/fuori la scuola – Service Learning” del movimento Avanguardie educative.  

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Nota Ministeriale rilevazione “Dati Generali”Scuole statali e non statali e Cpia.

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A partire dal 27 dicembre p.v. e fino al 31 gennaio 2023 viene resa disponibile sul Sidi, alle scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di I e II grado, statali e non statali, e ai Centri per l’istruzione degli adulti (Cpia), la funzione di acquisizione dati della Rilevazione “Dati generali” per l’anno scolastico 2022/2023, al percorso: “Rilevazioni” – “Rilevazioni sulle scuole” – “Dati generali – ex Integrative” – Acquisizione Dati. La compilazione di alcune sezioni avviene automaticamente cliccando il tasto “Precompila” che estrae i dati da Anagrafe Nazionale Studenti (ANS) in forma sintetica. È opportuno, pertanto, verificare anticipatamente la correttezza dei dati già presenti in ANS, con particolare riguardo alla cittadinanza di ogni singolo alunno, all’anno di nascita e allo stato di frequenza degli eventuali alunni in “Istruzione parentale”. Leggi la nota qui: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/circolare-prot-n-4585-del-22-dicembre-2022

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Funzionamento CPIA – Nota del Ministero

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Con nota prot. n. 23747 del 15 settembre scorso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione, nel rispetto degli assetti organizzativi e didattici delineati dal DPR 263/12 e definiti dalle Linee guida adottate con il D.I. 12 marzo 2015, fornisce ulteriori istruzioni sul funzionamento organizzativo dei CPIA per l’a.s. 2022-2023. LEGGI TUTTO QUI : Istruzione degli adulti e apprendimento permanente – Funzionamento dei CPIA nell’anno scolastico 2022-2023 Disposizioni e adempimenti per il funzionamento dei Centri Provinciali per l Istruzione degli Adulti nell anno scolastico 2022/2023 – Nota prot. n. 23747 del 15 settembre 2022 Dopo aver sottolineato che sono confermate per il corrente anno scolastico le istruzioni operative impartite con la nota prot. n. 22805 dell’11 novembre 2019, (riproposta in allegato alla nota 23747) viene precisato che il termine ultimo per la stipula o l’aggiornamento dell’accordo di rete tra il CPIA (unità amministrativa) e le istituzioni scolastiche di secondo grado è fissato al 30 settembre 2022. Per la definizione del Patto Formativo Individuale (PFI), di cui all’art. 5, c. 1, lett. e), del DPR 263/12, si precisa che il termine ultimo è fissato al 15 novembre 2022. Il patto formativo sarà definito previo riconoscimento dei saperi e delle competenze formali, informali e non formali posseduti dall’adulto secondo i criteri generali e le modalità stabilite nelle citate linee guida del 2015. Per coloro che hanno presentato l’istanza di iscrizione da remoto e hanno trasmesso la documentazione necessaria al perfezionamento della medesima entro i termini prescritti, questi possono essere prorogati al 30 novembre 2022. Nella nota, inoltre, si ribadisce che anche per l’anno scolastico 2022/2023, è rimessa al prudente apprezzamento degli Uffici Scolastici Regionali l’opportunità di autorizzare l’attivazione di un numero di aule ‘AGORÀ’ (piattaforma cloud che permette la didattica a distanza) superiore a quello indicato nella nota prot. n° 7755/2019. Infine, si ricorda che a partire dal triennio 2022-2025 il processo connesso al Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) e ai relativi strumenti implementati per il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche (RAV, PdM, PTOF) diventa ordinamentale anche per i CPIA.

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